Libia Italiana


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Da: wikipedia

Gli albori del colonialismo italiano si trovano fin dai primi anni del neonato stato Italiano. I grandi paesi europei ancora prima della rivoluzione industriale avevano le loro colonie in America, in Asia e soprattutto in Africa. Paesi come Francia, Inghilterra e Germania strutturarono i loro regimi con varie strategie di colonialismo (più o meno umano), tenendo con forza le loro conquiste coloniali per due motivi: materie prime e forza geopolitica.

L’ Italia, essendosi formata nel 1861, è in ritardo rispetto alle altre potenze europee. Tra le prime preoccupazioni del neonato stato, oltre ai problemi di scolarizzazione, tasse ecc.  c’era il possesso di una colonia, che potesse anche integrare le finanze dello stato.

Da questi pensieri parte il colonialismo italiano, con l’ottica di controllare parte del Mediterraneo e sperare di incrementare l’economia. Visioni politiche forse già obsolete che continuarono fino al fascismo e portarono nel 1936 Mussolini in Eritrea ed Etiopia per “rifondare” l’antico potere romano.

l’Italia si fece promotrice nelle proprie colonie di “diritti umani e sviluppo economico”, cercando di portare innovazione e un nuovo stile di vita.

La Libia del 1911 contava meno di un milione di abitanti: 300000 in Cirenaica e 650000 in Tripolitania e qualche migliaio di nomadi che vivevano nella regione desertica del Fezzan.

LA GUERRA ITALO-TURCA

L’ Italia si accordò inizialmente con Francia e Gran Bretagna sulle aspirazioni coloniali. Il governo Giolitti intimò così alla Turchia di sgomberare la Libia e lasciare Cirenaica e Tripolitania alle truppe italiane. Il 29 Settembre 1911 iniziò la guerra. Gli schieramenti erano: 34.000 truppe italiane nel 1911 (passate a 100.000 nel 1912) al comando del Generale Caneva; mentre per i turchi 7000 truppe situate nelle località più importanti e un numero imprecisato di libici. 

I libici infatti proclamarono la guerra santa e invitarono tutti i musulmani ad imbracciare le armi contro l’Invasore Italiano.

Le Prime operazioni militari incominciarono ad ottobre 1911 con la conquista dei principali centri costieri libici, ma non senza perdite o problemi. Nonostante il maggior numero di soldati e mezzi gli italiani si ritrovarono in molte occasioni in difficoltà, soprattutto per il fatto di non conoscere il deserto o comunque le fortificazioni nemiche. Lo sbarco a Bengasi ne è un esempio.

Vediamo nel conflitto italo-turco anche l’uso dell’aviazione (Come mostrato nell’articolo sui bombardamenti), furono anche impiegati per la prima volta i Dirigibili (P2) e i primi aerei che, non senza problemi, fotografarono, inseguirono e talvolta bombardarono fortificazioni turche.

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Dirigibile P2 da: Difesaonline

Tobruk fu la prima città ad essere occupata dagli italiani (4 ottobre 1911) seguita da Tripoli (5 ottobre 1912). Grave fu la situazione in quei primi giorni di occupazione Italiana. Le poche truppe sbarcate aspettarono ansiosamente i rinforzi poiché le truppe turche continuavano ad attaccare i punti deboli italiani.

Date di conquista delle principali città:

  • Tobruk: 4 Ottobre 1911
  • Tripoli: 5 Ottobre 1911
  • Derna: 16 Ottobre 1911
  • Bengasi: 18 Ottobre 1911
  • Homs: 21 ottobre 1911
  • Oasi di Zanzur: 8 Giugno 1912
  • Zuara: 6 Agosto 1912
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Meharisti a Derna 1913
(Meharisti erano corpi militari montati su dromedari)

L’ occupazione delle città costiere non risultò essere la carta vincente  perchè nelle vicinanze dei presidi italiani si trovarono spesso numerose fortificazioni nemiche.

Le prime innovazioni o investimenti Italiani in territorio libico arrivano proprio nel periodo 1911-1912. Per trasportare i feriti e l’ equipaggiamento iniziò una grande opera ferroviaria: la costruzione della linea Tripoli- Zuara. Arrivò anche l’implemento delle reti fognarie ed acquedotti nelle città.

La guerra continuò fino al 18 Ottobre 1912. E’ incredibile che nonostante i pochi soldati turchi e i numerosi guerriglieri locali libici la guerra sia durata così tanto. Le battaglie di Derna o di Zanzur immolarono soldati di entrambi le parti. 

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La ferrovia Tripoli – Zuara da: Internazionale

Sottovalutata è ancora la guerra Italo-Turca sul fronte delle tattiche militari. Infatti mentre gli Italiani inaugurarono l’aviazione, la marina e le tattiche terrestri che vennero usate fino alla prima guerra mondiale, i turco-libici usarono la guerra psicologica. Devastante furono per gli italiani le continue imboscate o attacchi notturni di pochi valorosi libici che spesso riuscivano nell’ intento di destabilizzare l’area e rubare provviste e munizionamento.

Inoltre la crisi dovuta alla guerra riservò in patria non poche grane, numerosi comunisti denunciarono la guerra come violazione.

La guerra si concluse con 4863 italiani morti e 4220 feriti; da parte Turco libica si parla di più di 14000 morti e altri 10.000 per esecuzioni o rappresaglie.

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Trincee e fortificazioni italiane a Tripoli

LA LIBIA E LA PRIMA GUERRA MONDIALE

Le rivolte e i contrasti con l’occupante italiano continuarono anche dopo la fine della guerra Italo-Turca, vedendo interessanti alla guerriglia principalmente i musulmani più conservatori. Tuttavia la situazione stazionò fino all’inizio della Prima guerra mondiale.

Con l’inizio della Grande Guerra  il Generale Cadorna trovò inutile/dispendioso tenere molte truppe in Libia. Le sue pessime strategie portarono i frutti negli altipiani Trentini ove nelle prime battaglie si usarono tattiche ottocentesche (ad esempio attaccare con il suono della tromba ecc.). La situazione, totalmente favorevole agli Austriaci fino ad almeno il 1916, comportò una fortissima riduzione del personale militare in Libia.

Esplosiva era la situazione che si stava creando, ma  non venne presa in considerazione a Roma. Infatti se l’occupazione italiana si basava su pochi centri strategici con un numero di militari appena necessari per impedire rivolte e aggressioni; con il 1915 venne a mancare anche il fattore sicurezza.

Le rivolte presero il sopravento e iniziò la “Campagna dei Senussi”. La campagna minava a far insorgere l’Egitto contro l’occupante Inglese e combattere le ormai poche truppe Italiane in Libia.

Il sostegno economico/militare ai libici arrivò tramite l’invio di soldati, nuove armi e approvvigionamenti da parte di Germania e Austria Ungheria. Essi usarono i primi sottomarini (U-boot) che si aggiravano in mediterraneo, sbarcando in località segrete, con l’accordo dei guerriglieri libici.  Il Generale Ameglio scrisse che l’approdo di un sottomarino tedesco comportava l’arrivo ai Libici di 600 fucili e cannoni da 37 o 57mm. (A Bardia e Misurata ci sono fonti ufficiali di numerosi approdi tedeschi durante la prima guerra mondiale).

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U boot: Sottomarini come questo approdavano in Libia per rifornire i libici.

Nell’ Estate 1915 i punti strategici nell’ entro terra furono persi e gli italiani si ritirarono alla linea costiera nella linea Tripoli, Homs, Cirene, Merg, Bengasi, Derna e Tobruk. La situazione era oramai diventata critica per il sogno Libico Italiano.

Per poco non furono rispediti in mare.

Complessivamente il numero degli italiani presenti in Libia era di circa 34000 soldati (compresi 3740 eritrei, 529 Somali e 1279 libici), con 122 pezzi d’ artiglieria di vario calibro (70mm, 75mm, 149mm.) e 8 aerei Farman da ricognizione.

Numerose battaglie tra cui quella di Zuara del 1916 e le migliaia di incursioni e rivolte libiche segnarono la prima guerra mondiale in Libia.

Cronologia ritirata italiana in Libia:

  • 8 luglio 1915: Viene abbandonata Zliten
  • 9 Luglio 1915: Viene abbandonata Nalùt
  • 17 Luglio 1915: Viene abbandonata Zavia e anche Zuara
  • 19 Luglio 1915: Viene abbandonata Gadàmes oltre che il centro abitato di Misurata
  • 1 Agosto 1915: Viene abbandonata Ez Zuetìna
  • 5 Agosto 1915: Viene abbandonata Misurata completamente

L’ inizio del 1916 è segnato dalla sola occupazione italiana di Tripoli e Homs, mentre il 1916 e 1917 sono anni in cui si ottengono dei discreti successi. Ricordiamo la battaglia di Zanzur.

Le operazioni militari italiane in Libia durante la prima guerra mondiale sono ancora poco conosciute per la relativa poca importanza bellica. Tuttavia oltre 11.000 soldati italiani perirono o furono feriti.

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Le varie tribù della Cirenaica agli inizi della Prima guerra mondiale.

La Libia di Mussolini fino alla seconda guerra mondiale

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Il Governatore Pietro Badoglio tra il 1930 e il 1931 riuscì ad occupare l’intera Libia (Fezzan e Oasi di Cufra), grazie all’ aiuto di Graziani che integrò e aumentò gli effettivi delle truppe Mehariste (libici armati).

Le cose erano assai cambiate in Libia. Rimanevano delle sacche di resistenza ma nulla in confronto ai decenni precedenti e soprattutto la potenza militare italiana cominciava a premere per la trasformazione della Libia in un “Hot spot” militare e per un’italianizzazione forzata, che con il Fascismo accentuò il ruolo di colonizzatori ed oppressi a tutti i livelli sociali.

Negli anni 30 ci sono le grandi opere fasciste: rivisitazione urbanistica delle città, costruzione di porti, acquedotti, fogne e soprattutto l’arrivo dei primi Italiani.  La cosiddetta “Terra promessa” stava diventando realtà per gli Italiani senza lavoro o che volevano condurre un’impresa su una terra sostanzialmente libera.

In questa situazione di ampliamento delle nuove provincie Italiane, fu importante eliminare completamente le ultime sacche di resistenza anti-Italiana. A capo del movimento Senussita, che aveva inflitto importanti perdite alle truppe Italiane, vi era Omar al-Mukhtar, che con le sue 3000 truppe per anni fu una spina nel fianco alle conquiste e fortezze italiane. Fu poi processato dai tribunali militari e si concluse così la ribellione.

Capitolo di sangue sono i campi di concentramento Italiani, dove perirono oltre 60000 persone. Campi sparsi in tutta la Libia che aiutarono il regime a “pulire” le città da persone scomode o vicine all’indipendentismo libico.

Principali campi di concentramento il Libia:

  1. Forte Garganese (Vicino Tripoli)
  2. Tagiura
  3. Kassabat
  4. Sidi Azaz
  5. Buerat el Hsun
  6. El Nufilia
  7. El Agheila
  8. Bescer
  9. Marsa el Brega
  10. Agedabia
  11. Zuetina
  12. Sidi Ahmed el Magrum
  13. Suani el- Achuan
  14. Carcura
  15. Soluch
  16. Suani el Terria
  17. Guarscia
  18. El Abiar
  19. Coefia
  20. Sidi Chalifa
  21. Driana
  22. Barce
  23. Apollonia
  24. Derna
  25. Ain Gazala
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Un campo in Libia da: Claudiocanal

Carceri principali:

  1. Tripoli
  2. Bengasi

Istituti di rieducazioni per minorenni:

Questi istituti internavano bambini dai 6 a i 14 anni provenienti da tribù libiche o ribelli. Lo scopo dell’internamento in giovane età era quello di privare alle famiglie ribelli i nuovi discendenti per la guerra santa e Italianizzare le loro menti. Frequentavano così una scuola professionale atta a portare i giovani nella strada militare o nel campo statale libico.

Per chi non rispettava le severe regole dell’istituto c’erano punizioni che andavano dalla somministrazione di pastiglie per indurre il vomito, alla fustigazione, al razionamento del cibo.

Principali istituti:

  1. Soluch
  2. Sidi Ahmed el-Magrum
  3. Agedabia
  4.  Marsa al Brega
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L’uccisione di Omar al Mukhtar tagliò quasi completamente la resistenza e unificò ufficialmente le terre.  Nelle sue memorie Churchill ricordò il fatto che non vi furono insurrezioni o aiuti dalle truppe libiche durante le campagne militari libiche durante la seconda guerra mondiale, ma che anzi si immolarono per la bandiera Italiana.

Con il 1934 cambiò la politica di colonialismo italiano. Si passò da “occupanti” ad “amici”.  Se prima degli anni 30 la politica fu di piegare la resistenza e conseguire obiettivi militari, con l’istituzione del Governatorato generale della Libia la politica andò verso il conseguimento di obiettivi economici/sociali.

I Libici diventarono Italiani ed ebbero così numerosi diritti. 

Furono costruiti asili, scuole, moschee e villaggi per migliorare il loro stile di vita, contribuendo ad integrarli in una Libia sempre più Italiana e moderna. Iniziarono così anche le prime costruzioni dei villaggi colonici libici dove andarono a vivere migliaia di Italiani.

I nuovi centri rurali o villaggi servirono per incrementare l’economia e salvare intere famiglie dalla crisi che l’autarchismo aveva portato in patria. I nuovi villaggi, disegnati e costruiti in pochi mesi, ebbero un fondamentale ruolo nella propaganda, aumentando così la popolarità del fascismo.

In realtà questi villaggi furono costruiti in aree lontane dai centri abitati e, anche se provviste di tutto (pure ospedali), vigeva la strada imposta dal partito dell’autosufficienza. Furono fondati   i villaggi Oliveti, Bianchi, Beda littoria, Fiorita ecc.

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Villaggio agricolo “Olivetti”
Cinegiornale del 09/11/1938 : “L’arrivo dei 20.000 “rurali” italiani in Africa”

Nacquero anche i commissariati:

  • Tripoli
  • Misurata
  • Bengasi
  • Derna
  • Territorio militare del Sud

Gli Italiani (o metropolitani) si concentrarono soprattutto vicino Tripoli (37% della popolazione) e Bengasi (31%). Da ricordare l’importante opera della via Balbia che attraversa l’Intera Libia ancora oggi, che partiva da Tripoli e finiva a Tobruk. Le infrastrutture costruite sotto il Governo di Italo Balbo aiutarono molto la convivenza italo-libica e portarono il regime a sedersi sul posto delle potenze coloniali europee.

L’ immigrazione italiana finì con il 1940 e con il 1943 vi fu una vera diaspora italiana. Infatti moltissimi italiani tornarono in patria e i rimanenti furono espulsi da Gheddafi.

Nel 1939 oltre 120000 Italiani vivevano in Libia, o nelle città o nelle nuove cittadine costruite ad hoc.

Cinegiornale del 03/05/1939 : “Bengasi pavesata da tantissime bandiere accoglie l’arrivo di Italo Balbo”
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Parata militare per le vie di Bengasi nel 1936

Il fronte africano, la seconda guerra mondiale in Libia

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Cippo a El Alamein da: Sienanews

Il capitolo del colonialismo italiano finisce con il 1940. L’ inadeguatezza militare ed economica portarono al collasso in pochi anni del Fascismo. La Libia divenne, durante la guerra, uno dei più grandi fronti militari ove si sfidarono le potenze dell’asse e quelle alleate. 

Tuttavia bisogna “dare a Cesare quel che di Cesare” e sottolineare gli enormi sforzi Italiani nel deserto libico/ egiziano che si protrarranno fino alla memorabile battaglia di El Alamein.

Gli Italiani, durante  vari anni, costruirono fortificazioni, strade e segnaletiche che si rivelarono utilissimi, soprattutto nelle varie operazioni di contro- attacco tedesche.  L’ alleato tedesco diede una grande spinta alla situazione che si stava creando in Libia nei primi anni di combattimenti , grazie anche alla “volpe del deserto”, ovvero il Generale Rommel.

Vediamo dunque sinteticamente (per ovvi motivi di lunghezza dell’articolo) le principali operazioni commentandole con l’aiuto di speciali mappe.

PRIMA OFFENSIVA ITALIANA 1940

  • 8 Settembre 1940: offensiva per l’occupazione della località Egiziana Sidi el Barrani
  • 12 Settembre 1940: LE truppe italiane occupano Sidi el Barrani
  • 15 Settembre 1940: Le truppe italiane occupano Sollum (Egitto)
Cinegiornale del 27/09/1940 “Bombardieri italiani sorvolano il confine tra Libia ed Egitto prima di procedere ai bombardamenti. I militari italiani marciano verso Sidi el Barrani”

PRIMA CONTRO-OFFENSIVA BRITANNICA “Operazione Compass”

  • 8 Dicembre 1940: inizia l’operazione “COMPASS”.
  • 9 Dicembre 1940: le truppe britanniche occupano Sidi el Barrani. L’ offensiva trova impreparati gli italiani che non riescono a contrastare efficacemente nonostante la superiorità numerica delle truppe.
  • 11 Dicembre 1940: Le truppe italiane oppongono una tenace resistenza alla ridotta Capuzzo e a Sidi Omar.
  • 5 Gennaio 1941: le forze britanniche occupano Bardia, la tenace resistenza opposta dagli italiani finisce con la cattura di 40000 uomini da parte degli inglesi.
  • 7 gennaio 1940: Le truppe britanniche arrivano a Tobruch, dopo Bardia le difese italiane in città sono poco più di 25000 uomini, 220 cannoni,  circa 70 carri medi e leggeri.
  • 20 gennaio 1940: Hitler prende la decisione di mandare in aiuto alle truppe italiane la 15 divisione corazzata al comando del generale Rommel.
  • 22/23 gennaio 1941: le forze britanniche occupano Tobruch, la guarnigione italiana si arrende dopo aver fatto saltare in aria il porto e le principali installazioni militari. Gli inglesi fanno 30000 prigionieri. (Dopo la perdita della piazzaforte di Tobruk, gli italiani non riuscirono più a rallentare gli inglesi, abbandonando varie importantissime località tra cui Bengasi)
  • 30 Gennaio 1941 al 5 febbraio 1941: le forze britanniche occupano Derna, Cirene, Barce ed El Abiar. Le truppe alleate si attestano  tra Beda Fomm e Soluch occupando così tutta la regione della Cirenaica. A questo punto, la disastrosa ritirata italiana, non senza l’assenza di atti eroici per rallentare il nemico, era costata 130.000 soldati caduti prigionieri. Solo 7000 soldati riuscirono a scappare alla furia alleata. Vista la situazione arrivarono gli aiuti tedeschi con “l’Afrika Korps” che, sotto la guida del generale Rommel, ribaltarono la situazione.
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Mappa di: MacMoreno
Cinegiornale britannico sulla conquista di Tobruk.

PRIMA CONTRO- OFFENSIVA ITALO-TEDESCA

  • 2 Aprile 1941: Le forze italo-tedesche conquistano Agedabia e Zuetina.
  • 4 Aprile 1941: Le forze italo tedesche conquistano Bengasi. L’ offensiva di Rommel va in 3 direzioni: verso nord a Bengasi, verso nord-est a Msus e El Mechili ed a est a Ben Gama e Tengender (per minacciare le retrovie britanniche).
  • 5 Aprile 1941: Le forze italo-tedesche conquistano Barce e Tengender.
  • 6 Aprile 1941: Le forze italo- tedesche conquistano Msus ed El Mechili e la 9 divisione australiana si ritira verso Derna.
  • 7 Aprile 1941: Le forze italo tedesche conquistano Derna, le truppe britanniche intanto rinforzano le difese a Tobruch.
  • 10 Aprile 1941: La piazza forte di Tobruch dove si sono isolati gli inglesi è completamente isolata. Le truppe italo-tedesche incominciano l’assedio.
  • 12 Aprile 1941: le forze italo tedesche conquistano Bardia e avanzano in direzione del confine egiziano.
  • 20 Aprile 1941: un gruppo di Commandos sbarca a Bardia nel tentativo di aiutare le truppe assediate a Tobruch ma vengono respinti.
  • 25 Aprile 1941: le truppe tedesche attaccano il Passo di Halfaya, chiave di accesso per l’Egitto.
  • 29 Aprile 1941: le forze italo tedesche conquistano El Qattara (Egitto). Durante questa rapida e di successo operazione, Rommel si riprese tutta la Cirenaica arrivando a passo di Halfaya e  al confine Egiziano. Le sorti erano diventate gravi per i britannici che non riuscivano a bloccare l’avanzata. Solo un posto fece molta resistenza, ovvero a Tobruch, dove non si riuscì a conquistare la piazzaforte.
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La rapida offensiva di Rommel del 1941 che in 30 giorni arrivò al Passo di Halfaya (Mappa del libro “2194 giorni di guerra”)
Cinegiornale del 21/04/1941 “L’avanzata delle truppe italo-tedesche in Cirenaica: l’occupazione di Bengasi e Derna”

SECONDA CONTRO-OFFENSIVA BRUTANNICA “Operazione Crusander”

Alla guida del Generale Cunnigham, l’ottava armata britannica incomincia il 18 novembre 1941 l’offensiva con l’obiettivo di conquistare Tobruch e conquistare la cirenaica.

  • 18 Novembre 1941: inizio dell’offensiva britannica su Bir el Gobi e Gabr Saleh.
  • 20 Novembre 1941: infuria la battaglia all’aeroporto di Sidi Rezegh.
  • 24 Novembre 1941: le forze tedesche contrattaccano su Bir Sheferzen.
  • 10 Dicembre 1941: Le forze britanniche arrivano a Tobruch liberando le truppe assediate.
  • 18 Dicembre 1941: le forze britanniche occupano la posizione di El- Mechili.
  • 20 Dicembre 1941: Le forze britanniche occupando Derna.
  • 23 Dicembre 1941: Le truppe britanniche occupano Barce.
  • 24 Dicembre 1941: Viene lasciata alle truppe britanniche Bengasi.
  • 25 Dicembre 1941: le forze italo-tedesche si raggruppano all’ esterna della cittadina. Il centro di Agedabia passa alle truppe britanniche.
  • 30 Dicembre 1941: L’ intera Cirenaica è sotto l’occupazione delle truppe britanniche.
  • 6 Gennaio 1942: Le truppe italo-tedesche arretrano fino a Marsa el Brega.
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L’ operazione britannica “Crusander” (Mappa del libro “2194 giorni di guerra”)

SECONDA CONTRO- OFFENSIVA DELL’ ASSE

L’ offensiva britannica ebbe successo, ma le posizioni britanniche non resistettero a lungo. Inaspettatamente il Generale Rommel, fino a pochi giorni prima in ritirata, iniziò un’offensiva che riuscì a ribaltare la situazione arrivando alle posizioni del 1940 e a 100 km da Alessandria d’ Egitto.

  • 22 gennaio 1942: Le forze italo tedesche occupano Agedabia.
  • 29 gennaio 1942: Le forze italo-tedesche occupano Bengasi e la 4 divisione indiana si ritira su Derna.
  • 2 febbraio 1942: Le forze italo-tedesche occupano Barce e Cirene.
  • 4 Febbraio 1942: Le forze Italo-tedesche occupano Derna.
  • 5 febbraio 1942: Le forze italo tedesche occupano la posizione di El Mechili, le truppe si ritirano infatti per non essere accerchiate.
  • 10 febbraio 1942: Le forze italo-tedesche si trincerano a Ain El Gazala.
  • 13/28 Giugno 1942: Assedio di Tobruch e la conquista da parte della truppe italo-tedesche.
  • 28 Giugno 1942: Le truppe italo tedesche occupano Fuka e arrivano vicino a El Alamein.
  • 30 Giugno 1942: Le forze italo tedesche occupano Ain el Alamein.
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Seconda contro offensiva dell’ asse ove Rommel arrivò il 30 Giugno 1942 a El Alamein (Mappa del libro “2194 giorni di guerra”)

TERZA CONTRO OFFENSIVA BRITANNICA

El Alamein rappresenta in questo momento storico la battaglia decisiva per la guerra in Africa. Churchill telegrafò al Generale Alexander (Comandante in capo delle forze inglesi in medio Oriente): “Tutte le nostre speranze sono riposte, in questo momento, sulla battaglia che voi e Montgomery vi apprestate a scatenare. Può darsi che essa sia la chiave del futuro…”

  • 23 Ottobre 1942: Le truppe britanniche iniziano l’offensiva. Inizia la terza battaglia di El Alamein.
  • 25 Ottobre 1942: Combattimenti a Deir el Munassib.
  • 5 Novembre 1942: Le truppe italo-tedesche in ritirata ripiegano al campo di volo a Fuka (Tra El Alamein e Marsa Matruh). Vengono fatti 20000 prigionieri italiani e 10000 tedeschi.
  • 6 Novembre 1942: Le truppe italo-tedesche ripiegano sulla linea di Marsa Matruch – Oasi di Siwa. La divisione Folgore dai 5000 uomini che era, ora ha solamente 262 uomini e 32 ufficiali.
  • 14-18 Novembre 1942: Le truppe Italo-tedesche ripiegano attraverso il Gebel.
  • 20 Novembre 1942: Le truppe britanniche occupano Bengasi.
El Alamein 1942 posizioni mappa, operazione lightfoot, Tell el aqqaqllr, Cresta Kidney, 15 panzer divisioni El Alamein, divisione littorio El Alamein, 1 divsione corazzata, Cresta Miteirym, Tell el Eisa, 9 divisione australiana, 51 divisione neozelandese, 1 divisione sud africana
Posizioni 3 battaglia di El Alamein Ottobre 1942 (Mappa del libro “2194 giorni di guerra”)

A Novembre 1942, l’ intera Cirenaica passò sotto il controllo Britannico, continuando ad avanzare verso ovest, puntando a Tripoli. Le sorti della guerra in Nord-Africa per le truppe Italo-tedesche erano ormai scritte.

Erwin Rommel venne trasferito in Normandia per contrastare l’ invasione alleata. Cercando di fortificare il più possibile il “Vallo atlantico”.

La guerra in Nord Africa immolò soldati da entrambi gli schieramenti. Come in Russia il freddo, nel deserto i nostri soldati patirono la sete e la fame. Il caldo deserto Libico diventò la tomba per moltissimi ragazzi.

Elenco pagine: (aggiornato 7-3-2021)

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