Misurata


Misurata, Misrata in arabo مصراتة si trova sul golfo della Sirte ed è il capoluogo del distretto di Misurata. È la terza città per dimensioni dopo Tripoli e Bengasi. La Misurata contemporanea è ben collegata a Tripoli grazie alla Via Balbia e ai collegamenti marittimi (oggi Strada Littoranea Libica).

Misurata nella guerra Italo Turca 1911 – 1912

Nel quadro delle operazioni Italiane per la conquista della Libia, un caposaldo e battaglia fondamentale per l’occupazione costiera Libica fu proprio Misurata. Era inoltre l’ultimo porto in mano ai Turchi durante la guerra, dove sbarcavano rifornimenti e armi

Gli Italiani cercarono di occupare Misurata già a Dicembre 1911, ma a causa delle condizioni meteo e della stagione l’operazione di sbarco venne rimandata a Giugno 1912.

Le operazioni del 1912

Il 16 Giugno 1912 incominciarono le operazioni, la 1 Divisione Speciale era così formata al comando del Generale Fara:

  • 7 Battaglioni di fanteria del 35, 63 e 50 fanteria
  • 1 battaglione del 40
  • 2 battaglioni alpini: “Verona” e “Mondovì”
  • 1 compagnia del 5 battaglione “Ascari” Eritreo
  • 1 squadrone dei cavalleggeri di “Lucca”
  • 3 batterie da montagna
  • 1 batteria da campagna

Lo sbarco Italiano avvenne sotto il fuoco di copertura delle navi “Re Umberto”, “Sardegna”, “Sicilia” e delle torpediniere “Clio” e “Airone” nella zona di Bu Sceifa. I primi marinai sbarcati trovarono, come per Bengasi, la prima resistenza Turca trincerata dietro le dune.

Tuttavia il numero superiore di Italiani sbarcati, riuscì a far indietreggiare le truppe Turche fino all’ oasi di Misurata, grazie anche ai cannoni della nave “Re Umberto”. La battaglia però doveva ancora concludersi, la strada per Misurata era ancora lunga. A Gasr-Ahmed venne creato un avamposto Italiano dove, insieme alle nuove truppe, cominciarono ad arrivare i primi rifornimenti.

L’ 8 Luglio 1912 le navi italiane iniziarono, in concomitanza con l’attacco della fanteria Italiana, un forte bombardamento sulle trincee nemiche al margine orientale di Misurata. Le fanterie Italiane conquistarono prima la località di Ras Zarrugh e poi Misurata.

Dopo l’occupazione di Sidi Zaruk, battaglia combattuta alla baionetta, arrivati a Misurata, gli Italiani issarono la bandiera italiana nel castello: le perdite italiane ammontarono a 7 ufficiali e 128 soldati tra feriti e caduti. Da parte turca si contarono circa 500 caduti. Misurata fu conquistata l’otto Luglio 1912.

“Oggi alle ore 7 – 7:30, un mese preciso dal giorno della battaglia di Zanzur, al grido di viva l’Italia, erompente nel cuore delle nostre gloriose truppe acclamanti, veniva issata la bandiera nazionale sul castello di Misurata”

Risulta inoltre che dal 1912, sotto il comando di Divisione Carabinieri di Tripoli, vi fosse un distaccamento di Carabinieri a Misurata.

Conquistata la cittadina, bisognava dunque fortificarla e rendere un avamposto sicuro il porto. Anche in luce agli eventi che quasi buttarono in mare gli italiani con la rivolta Senussa del 1915.

Misurata nella Prima Guerra Mondiale – Rivolta Senussa

Con l’inizio della Prima Guerra Mondiale, moltissime truppe italiane presenti in Libia, sia come continuità dell’occupazione ancora in atto, che come unità di controllo, vennero richiamate in Italia a dare sostegno alle truppe già provate negli altipiani Veneto-Trentini.

Operazioni del 1915

Così iniziò una veloce perdita di territorio da parte degli Italiani che si ritirarono nelle sole fasce costiere di Tripoli, Homs, Cirene, Merg, Bengasi, Derna e Tobruk. Nonostante il Ministro Salandra avesse imposto di fortificare efficacemente Tripoli e Misurata, Misurata venne persa dagli Italiani in data 19 Luglio 1915 il centro e il 5 Agosto 1915, venne persa anche Misurata marina.

Il 5 Agosto 1915, le ultime truppe Italiane lasciarono Misurata con dei piroscafi per Tripoli.

Operazioni del 1916

Negli inizi dell’anno 1916, numerosi erano diventati gli approdi di sommergibili tedeschi per portare aiuto alle truppe libiche. Il Generale Ameglio scrisse che per approdo, sbarcavano 600 fucili e cannoni da 37 e 57mm. In quest’ ottica di aiuti, nel 1916 giunse a Misurata a bordo di un sommergibile tedesco il Generale di divisione Nuri Pascià (fratello del ministro della guerra Turco) che portò nuove tecniche e idee per continuare la guerra contro gli Italiani.

Nella sola Misurata Nuri raccolse un gran numero di fucili ed equipaggiamento vario abbandonato dagli Italiani, che poi redistribuì ai ribelli e fece costruire in città una grande officina di riparazioni per fucili, cannoni e mitragliatrici.

Verso la metà del 1916, al  comando del Generale Nuri e con l’aiuto tedesco, a Misurata erano sbarcate centinaia di tonnellate di rifornimenti per i ribelli libici. Con la fine della prima guerra mondiale, i libici si appropriarono di tutto quello che rimase in città, continuando la guerra contro l’occupante Italiano a Tripoli fino al 1923.

Misurata venne occupata dagli Italiani il 26 febbraio del 1923 grazie alla spedizione organizzata da dal Governatore della Tripolitania Giuseppe Volpi.

Misurata negli anni 30 – Le opere del Fascismo

Con la cattura di Omar al Mukhtar, che era il capo della resistenza libica, fu praticamente distrutta ogni sacca di resistenza. Nuovo obiettivo del fascismo divenne allora essere amici dei libici. Come scritto su questa pagina, Con Balbo come Governatore, nel voler trasformare la Libia in una colonia simile all’ Italia furono stanziati moltissimi fondi per costruire quartieri e riarmonizzare le presenti infrastrutture.

Si cercò così di convincere i libici che l’Italia non voleva solo sfruttare le risorse Libiche ma anche esportare un nuovo modo di vivere. Vediamo dunque l’introduzione dei diritti civili Italiani anche per i Musulmani. Chiaramente all’ epoca la propaganda e la stampa controllata dal regime non parlarono mai dei campi di concentramento e di ri-educazione per minori presenti in tutta la Libia.

Misurata negli anni 30 è uno dei grandi centri moderni Libici. Nel 1934 Misurata diviene un commissariato (o provincia) diviso in 3 circondari: Misurata, Zilten e Homs. Nel 1931 contava 15000 abitanti ed era uno dei centri insieme a Homs e Gioda per maggior numero di popolazioni “Metropolitane” (Italiani). Viene descritta, nel 1934, una Misurata piena di edifici pubblici e militari costruiti per le nuove popolazioni, insieme a nuove chiese, scuole e magazzini.

Da citare sono la Regia Prefettura di Misurata e il Tribunale civile/Penale. Di notevole interesse era il Mercato cittadino che risultava il secondo più importante dopo Tripoli.

Nella località di Misurata marina (12 km a est di Misurata centro) nel 1934, era stato costruiti un nuovo porto e un moderno centro abitato. Porto importante anche per lo scalo nella rotta dei piroscafi TripoliBengasi – Tobruch. Dell’ imponente via Balbia, il tratto più difficoltoso fu proprio il tratto Misurata – Marsa Brega, dove il deserto sirtico era ed è, tra i più aridi del Nord Africa.

L’ Economia del Misuratino era sostanzialmente basata sull’ opera di fertilizzazione e sull’ oasi adiacente a Misurata. Le coltivazioni, oltre agli ortaggi stagionali, erano principalmente arboree, compresi alberi da frutto e Ulivi. Prima dell’inizio della seconda guerra mondiale, il commissariato di Misurata contava 213000 abitanti di cui 22000 Italiani insediatesi nei nuovi villaggi agricoli.

Misurata nella Seconda Guerra Mondiale

Se non alla fine delle operazioni in Libia, la Tripolitania non subì le tristi vicende belliche come la Cirenaica. Tuttavia non si possono dimenticare i bombardamenti e le ultime operazioni alleate per la conquista di Tripoli. Nel 1940 a Misurata era accampata la 2 legione M.V.S.N, che con l’inizio della guerra venne mandata all’ attacco per la conquista di Sidi el Barrani.

Nei primi mesi del 1941, con una situazione militare disastrosa al confine con l’Egitto, il comando Generale Italiano decise di costruire una linea difensiva a Misurata con le divisioni “Brescia”, “Pavia” e “Bologna”, “Savona” e la divisione “Ariete”, molto probabilmente per impedire un’eventuale offensiva su grande scala con obiettivo Tripoli.

Sempre nel 1941, iniziava un opera ferroviaria sia con scopi civili che militari. Incominciò così la linea TripoliBengasi ma che non fu mai completata. Di questa linea, la stazione di Misurata fu una delle poche costruzioni ad essere completata, ma venne distrutta a causa di attacchi inglesi nel 1942

Il 6 Febbraio 1941, un ordine del Generale Graziani per permettere di salvare più truppe possibili, comandò a 4 colonne di autocarri e circa un centinaio di mezzi vari di trasportare più truppe possibili verso zone più sicure. Le nostre truppe infatti si stavano ritirando a piedi (calcolate i km!) dal fronte di Agheila e Agedabia nelle località più sicure di Misurata e Homs. In questa operazione di ripiegamento una sezione venne accerchiata nella zona fra Ghemines e Agedabia e il 2 articelere perdette 16 autocarri, 2 ufficiali e 28 artiglieri.

Il 2 Gennaio 1942 il Bollettino del Comando Supremo scrive: “Numerose incursioni nemiche su Misurata e Melhalla provocano la distruzione di numerosi edifici”. Tra questi molto probabilmente la stazione ferroviaria di Misurata. Nel 1942  erano presenti numerosi aeroporti militari italo-tedeschi nelle vicinanze di Misurata: ecco l’elenco

  • Bir Dufan (64 km a Sud-Ovest di Misurata)
  • Bir el Churgia (84 km a Sud di Misurata)
  • Buerat (122 km a Sud di Misurata)
  • Crispi (11 km a Sud di Misurata)
  • Hon (370 km a SSE di Misurata)
  • Misurata
  • Misurata Marina
  • Misurata Ovest (6,5 Km a Sud-Ovest dal centro di Misurata)
  • Sedana (114 km a Sud di Misurata)
  • Tauorga (40 Km a sud di Misurata)

Il 1942 è anche il secondo anno di guerra, moltissimi italiani anche dopo i crimini inglesi perpetrati dopo l’occupazione inglese di numerose zone della Cirenaica, scapparono verso territori più sicuri. Molti partono per la Tripolitania (Misurata, Tripoli ecc.) e altri addirittura in piena guerra riuscirono a partire per l’Italia. Nel 1943, dagli annuari statistici sui profughi (in concomitanza con la fine delle operazioni in Libia), si trovavano 3 profughi da Misurata a Torino.

Misurata viene conquistata dagli alleati, grazie al successo della terza contro offensiva britannica, il 18 Gennaio 1943. 

Per tutta la durata della guerra i bollettini del comando supremo scrissero di 7 incursioni / bombardamenti; ma chiaramente anche per la presenza dei vicini aeroporti bisogna prendere il numero ufficiale delle distruzioni e incursioni con le “pinze”.

Fonti:

  • “Storia d’Italia” di Paolo Giudici
  • “Storia delle fanterie italiane. Vol. IV” di E.Scarpa
  • “La Marina nella guerra Italo-Turca” Ufficio Storico della Marina Militare
  • “I Governi Militari della Libia” Stato Maggiore dell’Esercito Ufficio Storico di L. Truccari
  • www.carabinieri.it
  • “Gli italiani in Libia, Tripoli bel suol damore 1860-1922” di Angelo del Boca
  • “Gli italiani in Africa, Storia delle guerre coloniali 1882-1943” di Franco Bandini
  • “La grande storia della Prima Guerra Mondiale” di Martin Gilbert
  • “Guida d’Italia” del TCI, Possedimenti e colonie del 1929
  • Bollettini di guerra del Comando Supremo: 1940-1943, Stato maggiore dell’Esercito
  • www.qattara.it
  • Luftwaffe Airfields 1935-45 Libya (Tripolitania & Cyrenaica) & Egypt di Henry L. deZeng

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” Misurata, 21 Novembre – La rivista delle truppe “

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Misurata – 1912. Truppe italiane schierate

Set di 2 foto scattate da un saldato tedesco nell’ Aprile del 1942

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La caserma italiana di Misurata – Aprile 1942
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