Agedabia


Agedabia o Ajedabia è uno dei 32 distretti della Libia situato nella regione della Cirenaica.

E’ situa a 155 km da Bengasi in mezzo ad una pianura ondulata e a 15 km dalla costa della “Gran Sirte”. Rappresentava, allora come oggi, il nodo stradale principale che collega Tripoli a Bengasi. Prima della occupazione italiana, Agedabia era frequentata da migliaia di persone ,soprattutto Cretesi ed Ebrei che qui commerciavano. Divenne così, sotto il dominio turco, sede di un Caimacanato.

Fu occupata per la prima volta dagli Italiani nel Maggio del 1913 e occupata definitivamente eliminando la resistenza araba nel Marzo 1914. Il Caimacanato e altre strutture sociali edificate dai turchi vennero successivamente eliminate perché (secondo il capo di stato maggiore italiano) sedi del movimento sennussista.

Campo di concentramento di Agedabia

il Generale Graziani, chiamato in Libia proprio a causa di questo movimento anti italiano, dal Luglio 1930, installò dei campi di concentramento.

Il campo costruito nelle vicinanze della cittadina servì per internare i nomadi Mogarba che abitavano in quella zona. I deportati lavoravano dalle 7 alle 12 di mattina costruendo la nuova rete ferroviaria o edificando nuovi edifici in stile romano. La paga era al di sotto della media italiana anche considerando la calura africana. Essa si aggirava sulle 8 Lire al giorno in confronto alle 30 di un operaio italiano.

Di pomeriggio potevano coltivare la terra da loro bonificata e i prodotti erano venduti al mercato di Agedabia, ottenendo così un’altra misera somma da sommarsi al salario medio giornaliero. Nelle ore libere gli internati potevano ricevere visite da persone non classificate “pericolose” ma sempre sotto l’occhio degli “Zaptiè” (membri dell’arma dei carabinieri reclutati dalle popolazioni del posto).

Il campo di concentramento di Agedabia restò in funzione fino al Settembre del 1933 e vi furono internate 9000 persone incriminate per pensarla diversamente dall’ invasore italiano. Il tasso di mortalità venne calcolato del 17 %.

Agedabia nel 1941

Dal 6 al 21 Gennaio 1941 gli inglesi attaccarono Tobruk, conquistandola e acquisendo un bottino 50 carri armati M11/39, vari pezzi di artiglieria e 22000 prigionieri italiani. In questo teatro di guerra, cittadine o luoghi nel deserto come Agedabia o Beda fomm diventano importantissimi snodi stradali per le principali fortificazioni/cittadine libiche.

Conquistata la città di Derna dagli inglesi, gli Italiani videro dalle alture di El Mechili l’aggiramento inglese delle loro postazioni e l’avanzamento verso ovest. Tutta la zona della Cirenaica sembrava compromessa. La ricognizione aerea confermò infatti che le truppe del generale Greagh si stavano dirigendo verso Beda Fomm e Agedabia.

In questo disordine generale con le perdite di numerose importanti fortificazioni italiane, fu dato l’ordine di una ritirata il più veloce possibile. Si aggiunsero persino i civili italiani arrivati durante la colonizzazione.

Il 5 Febbraio 1941, gli Inglesi tentarono di forzare la zona di Esc scleidima per poi entrare nella pianura del Ghemines. Il 21 Febbraio il 6 battaglione appena arrivato in Libia andò sotto gli ordini del generale Bergonzoli (Fuggito da Bardia quando la battaglia ormai era già compromessa), mentre i carri italiani si aggiunsero al 3 battaglione sotto il comando del generale Giuseppe Tellera.

Il contrattacco italiano inizia proprio dalla piana Ghemines, formato da tre scaglioni e i carri di supporto in coda. Intanto però gli inglesi controllavano le strade per Agedabia dal 5 febbraio 1941 con una settantina di carri leggeri e con vari pezzi di artiglieria. Essi sapevano benissimo infatti che la cittadina era lo snodo per diverse strade importanti (Tra cui la via Balbia).

Il giorno successivo, ovvero il 6 Febbraio 1941, il 5° carri medi italiano si scontra con i carri Inglesi a circa 40 km da Agedabia. In aiuto venne anche il il 3° italiano e gli inglesi dovettero desistere e ritirarsi. Alle 16:00 dello stesso giorno, il raggruppamento di artiglieria italiano venne individuato.

Nonostante l’aiuto del 3°, i carri inglesi si stavano avvicinando per compiere l’attacco finale. Pur di fermare il nemico gli italiani fecero saltare tutti i punti di riferimento, ovvero pozzi e ferrovie. Ma ormai nulla potevano contro la potenza alleata.

Alla sera del 6 Febbraio e la mattina del 7 Febbraio 1941, gli italiani in ritirata incapparono in campi minati a loro sconosciuti. Evidentemente mancavano perfino le carte sulle zone minate della Libia. Questo provocò un’ inevitabile sacca.

Alle 8:30 del mattino del 7 Febbraio 1941 i resti della 10 armata italiana e quello che rimaneva delle altre armate superstiti si arrese.

Furono fatti prigionieri 5 Generali (compreso il generale Giuseppe Tellera), 15000 fra morti e feriti, 115000 vennero mandati nei campi di prigionia in India e Sud Africa. Persi anche 400 carri, 1200 cannoni e 3000 automezzi distrutti o requisiti.

I dati inglesi dichiarati sono di 2000 morti e solo 40 carri leggeri Mk VI/B e qualche autoblindo perduti.

Sempre i quei giorni, dai porti Italiani si si imbarcavano le prime truppe tedesche del Generale Rommel. Arrivarono a Tripoli il 14 Febbraio 1941.

Agedabia nel 1942

Dai primi di Gennaio 1942 le truppe Italo-tedesche sono trincerate nei dintorni di Agedabia. L’ obiettivo del contrattacco era la conquista di tutta la Cirenaica. Il 7 Gennaio 1942 arriva la 1 divisione corazzata britannica a rimpiazzare la 7 divisione corazzata. Intanto a Nord al porto al porto di Derna arrivavano le ultime truppe e fu completata la linea italo tedesca da El Agheila a Marada.

In quei giorni, Il 23° corpo di fanteria britannico e l’8° armata britannica mandarono dei reparti di esplorazione fino ad Agedabia, scoprendola disabitata e abbandonata.

Il 21 Gennaio 1942 le truppe italo-tedesche sotto il comando del Generale Rommel, iniziarono la contro offensiva su tutta la linea in direzione di Agedabia. Il 3° battaglione “San Marco” fu tra i primi ad avanzare verso la cittadina, con soli 536 uomini. Il 22 Gennaio 1942, grazie alle abilità di Rommel e alle truppe italiane, in sole 3 ore riconquistarono Agedabia. Travolgendo, e nei giorni successivi neutralizzando, il 13° corpo d’ armata britannico.

Il 29 gennaio 1942, Bengasi era ormai sotto il controllo del Generale Rommel. Questa contro offensiva impressionò gli alleati tanto da farli ripiegare in posizioni più sicure fino a nuovi ordini.

Nel Luglio del 1942 è riportata l’esistenza di un aeroporto militare della 12 Squadriglia A.P.C. (Aviazione Vigilanza Presidiaria) della Regia Aeronautica (Sicuramente l’aeroporto veniva usato anche dalla Luftwaffe) con la presenza di bimotori da ricognizione Ca.309

Agedabia passò sotto gli alleati definitivamente il 23 Novembre 1942 quando fu conquistata dalla 7° divisione di armata Britannica.

foto miniatura: https://specialelibia.it/2019/11/04/noc-avvia-un-progetto-di-elettrificazione-della-comunita-ad-agedabia/

Foto copertina: wikipedia

Fonti:

  • “Gli italiani e il colonialismo. I campi di detenzione italiani in Africa” di Ottolenghi, Gustavo 1997
  • “Mostra foto-documentaria – L’ occupazione italiana della libia. Violenza e colonialismo 1911- 1943” di Sante, Costantino e Hasan Sury, Salaheddin 2009.
  • Enciclopedia Treccani
  • Difesa online

Truppe italo-tedesche ad Agedabia

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Dicembre 1941, campo di volo/aeroporto di Agedabia. Si nota a sinistra in primo piano un Fiat CR 42 “FALCO” (Nel 1940, in Africa Settentrionale c’erano 127 esemplari nel 13 gruppo caccia (2 stormo) e 10 e 9 gruppo caccia (4 stormo).

Alla destra notiamo un Caproni Ca.311 del 32 gruppo che aveva sede all’ aeroporto di Zuara.

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