Macchine fotografiche


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In questa pagina voglio elencare le  macchine fotografiche utilizzate da civili e soldati dagli anni 30′ alla seconda guerra mondiale. Elencherò sia le più famose che le meno conosciute. Questo articolo non deve considerarsi una guida completa, perchè credo sia impossibile trovare tutte le aziende dell’ industria fotografica nel periodo 1930-1945.

Foto copertina: https://pixabay.com

Aziende fotografiche presenti in questo articolo: in ordine

  1. Leica
  2. Contax
  3. Exakta
  4. Agfa
  5. Voigtlander
  6. Gomz
  7. Bencini

Leica

Il nome del gruppo trae origine dalle iniziali del cognome dell’industriale tedesco Ernst Leitz, impegnato nel settore ottico, e fondatore nel 1869 dell’Ernst Leitz Optisches Institut a Wetzlar.Nel 1849 viene fondato l’Optische Institut da Carl Kellner a Wetzlar.

1869: Sotto Ernst Leitz viene creata nella Ernst Leitz Werke. La società è dedicata alla costruzione di microscopi. All’inizio del 1900 viene ampliata la gamma di prodotti con binocoli,  microscopi e fotocamere.

In questo contesto viene sviluppata la Miniaturkamera, la prima macchina fotografica con pellicola 35 millimetri per cinefilm.

1914: Fu creata la prima piccola fotocamera del mondo, la Ur-Leica, per utilizzo privato dello stesso Barnack. Leica resterà la una fotocamera di pregio e di lusso per sempre.

1925: Alla fiera di Lipsia, fu presentata la Leica A, prima Leica di serie, ma ancora dotata di obiettivo fisso.

1935: Esce la nuova Leica 3a, la velocità era arrivata al record del tempo con 1/1000 di secondo.

1938: Esce la Leica 3b, la principale innovazione è l’ aggiunta del telemetro.

1940: Ecco l’ anno decisivo per la ormai famosa Leica, esce la Leica 3c con un corpo leggermente più lungo della 3b e con un otturatore ridisegnato con cuscinetti a sfera. 

Anni 40′: la Leica era il top del mercato internazionale sia per la qualità di costruzione che per le ottiche. Le sue ottiche e soprattutto la grandezza della macchina fotografica restarono ai primi posti fino agli anni 50′. Soltanto in pochi  potevano permettersela e infatti l’ utilizzo della Leica in Guerra si concentrò in fotografie per la propaganda o di grandi eventi es (L’ armistizio di Compiegne).

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Leica 3c 1941, i modelli preguerra sono: 3a – 3b – 3c – 3d
foto: www.lomography.it

Contax

Fondata da Karl Zeiss nel 1899, la società gradualmente cominciò ad acquistare piccole aziende che producevano materiale fotografico e, nel 1900 debuttò nel mercato con i primi obiettivi.

1909 : Vengono acquisite le due industrie fotografiche di Emil Wunsche e di Richard Huttig, ambedue di Dresda, oltre alla industria di Rudolf Kruegener di Francoforte.
Le quattro società vengono riunite sotto il marchio International CameraAktieengesellschaft (ICA) con sede a Dresda, e il processo di acquisizione delle industrie fotografiche continua negli anni seguenti, completandosi nel 1926.

1926 : Nascita della società Zeiss Ikon. Confluiscono così la ICA, la società di Paul Goerz di Berlino, la Contessa Nettel di Stoccarda e la Heinrich Ernemann di Dresda, realizzando così la più grande concentrazione industriale fotografica dell’epoca, a livello europeo e mondiale.

1932: La prima macchina fotografica della Contax viene immessa nel mercato.

1936: Viene messa in commercio una piccola fotocamera 35mm compatta, analoga alle Super Nettel, ma priva del soffietto e con gli obiettivi intercambiabili battezzata Nettax. Nel marzo del 1936, alla LeipzigerMesse viene presentata la fotocamera Contax II, progettata da Hubert Nerwin e dotata dello stesso innesto per gli obiettivi e dello stesso sistema di messa a fuoco della Leica.

1938: vengono messe in produzione due fotocamere 35mm di formato quadrato 24x24mm equipaggiate con otturatori a lamelle e con una leva di carica rapida per l’esecuzione di scatti in sequenza. Il modello più sofisticato Tenax II e la più semplice Tenax I.

1941:  La Contax II viene costruita regolarmente fino al 1941, e in maniera discontinua fino al 1945, per un totale di 59.500 esemplari.

1940 -1945:  Durante la guerra gli stabilimenti di Dresda sono stati praticamente distrutti mentre gli stabilimenti di Jena si trovavano in condizioni non molto diverse. L’occupazione di Dresda da parte delle truppe sovietiche significò la confisca, a titolo di risarcimento dei danni di guerra, dei materiali giacenti nelle officine e delle stesse macchine e attrezzature utilizzate per la costruzione delle fotocamere.

La Contax 2 fù usata da Robert Capa per le famosissime foto ad Omaha Beach (sbarco in Normandia )

Exakta

Nell’ Aprile 1912, Johan Steenbergen ha fondato la società chiamata Industrie und Handels Gesellschaft mbH (Industria e Società Commerciale), è sostenuta finanziariamente dalla Dresdner Bank e la sua famiglia.
La Prima Guerra Mondiale era vicina, e Steenbergen nel frattempo si era trasferito nei paesi neutrali, più precisamente all’ Aia in Olanda, da dove ha continuato a gestire i suoi affari.

1918: Nasce un nuova società Handels Gesellschaft Ihagee Kamerawerk Steenbergen & Co. perché è stato un gruppo di falegnami di fiducia, appunto il “& Co.”, che ha deciso di intraprendere la produzione della macchina fotografica di legno Corona, per poi essere chiamato Ihagee Corona. 

1919 al 1931: In questi anni la Exakta immette nel mercato altre macchine fotografiche (venus, ultrix e Sport-Kamera). Nel 1931 ha lanciano una macchina più “piccola” Klein Ultrix, con una pellicola 127 film più ampia di 4×6.5 cm e con l’obiettivo Tessar 75/2.8. Ed è metà 1931, che sce la “Parvola”. La camera “Parvola” è stato chiamata anche la macchina fotografica “in miniatura”, come la Ernemann Ermanox del 1924.

1933:  Esce il è VP-Exakta 4×6,5 (cioè Vest Pocket) oppure Standard Exakta ed è la macchina fotografica più riuscita: è piccola, maneggevole e carina. Era stata sviluppata dal 1930 a 1933 dal progettista e creatore Karl Nüchterlein. 

1936: Esce la nuova Kine Exakta, la prima fotocamera 35mm con obiettivo intercambiabile. La vera innovazione di questa macchina fotografica fu la messa a fuoco. Infatti il problema di moltissime macchine fotografiche dell’ epoca era una messa a fuoco precisa. Per ovviare a queto problema i tecnici dell’ Exakta  avevano sostituito il tradizionale schermo di messa a fuoco del vetro smerigliato con una lente di ingrandimento piano-convessa con il lato piatto rivolto verso il basso e il terreno per formare infine uno schermo di messa a fuoco visibile e ingrandito nel mirino. 

Per migliorare ulteriormente la precisione della messa a fuoco, era possibile inserire una piccola lente d’ingrandimento per una messa a fuoco ancora più accurata su una piccola parte dell’ inquadratura. Erano necessari obiettivi veloci e sin dall’inizio Carl Zeiss Jena fornì il Tessar 1: 2,8 f = 5 cm 

1938, Ecco la nuova Exakta 6×6. La nuova macchina è l’inconfondibile linea del Kine Exakta ma è più grande di 160x100x100 mm e il peso di 1.300 gr.
Il corpo interamente metallico dalla tipica forma trapezoidale e con l’ innovativo innesto a baionetta Tessar 3.5/8cm. La gamma di tempi di posa variava tra i 12 secondi e 1/1000 più B e Z, e la leva per il trasporto della pellicola era sul chassis inferiore. La pellicola 120 con le immagini di 6×6 che poteva scattare fino a 12 foto e costruita con materiali di ottima qualità faceva si che il modello piacesse a molti.

1940-1945 La società Ihagee fu colpita duramente dalla Guerra: nel maggio 1940 Johan Steenbergen e sua moglie Elisabeth Nussbaum furono arrestati e tenuti prigionieri per un breve periodo in un hotel di Friedrichshafen e, nel Maggio 1941, Lasciarono la Germania andando negli Stati Uniti. La fabbrica Ihagee fu completamente distrutta durante un attacco aereo alleato nel 1945.

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Exakta mod. 1938
Foto: https://www.pinterest.it/cjacobol/

Agfa

Nel 1967 nasce la società Agfa quando Paul Mendelssohn Bartholdy, assieme a Carl Alexander von Martius dà vita a questa società nella città di Rummelsburg, vicino a Berlino. L’acronimo AGFA, che risale al 1873, sta per “Actien Gesellschaft für anilin FAbrikation”.
Nel 1880 entra a far parte dell’azienda Franz Oppenhaim, colui che fonderà poi, nel 1909, la Agfa Film Company a Wolfen in Germania.

1916:  Agfa aveva iniziato a sviluppare materiali per la fotografia a colori. Uno dei pionieri è stato Dr. Rudolf Fischer di Berlino. Agfa è stata l’unica azienda che ha continuato a migliorare la fotografia a colori nel corso del 1920 fino a quando, nel 1930, i loro sforzi hanno finalmente dato i suoi frutti.

1925: l’Agfa inizia a produrre fotocamere per la Bayer sotto la denominazione “Rietzschel Kamerawerke”, identificandole con il caratteristico marchio a forma di rombo.
Sempre nel 1925 in relazione al rafforzamento dell’industria chimica tedesca, l’Agfa entra a far parte di IG Farben (abbreviazione di Interessen-Gemeinschaft Farbenindustrie AG), che fu un gruppo di aziende tedesche legato in seguito ai crimini di guerra nazisti e all’Olocausto.

Le principali aziende dell’ IG Farben erano: Agfa, Basfs e Bayer

A riguardo dei crimini contro l’ umanità perpetrati dai Nazisti l’ IG Farben nel 1941 costruì ad Auschwitz la più grande industria chimica dell’epoca, utilizzando la manodopera del vicino campo di concentramento. Si trattava di un impianto sito ad Auschwitz per la produzione di petrolio sintetico (di importanza vitale per continuare la guerra) e di gomma (chiamata Buna) partendo dalla materia prima (carbone). Questo segnò l’inizio delle attività delle SS nei campi di concentramento per usufruire della manodopera “gratuita” data dagli internati.

Nel 1944 questa fabbrica faceva uso di 83.000 deportati. L’insetticida Zyklon B, del quale la IG Farben deteneva il brevetto, e che veniva usato nelle camere a gas per gli omicidi di massa, era fabbricato dalla Degesch (Deutsche Gesellschaft für Schädlingsbekämpfung)

1928: Vengono introdotti i primi modelli della serie Billy, che incontreranno grande favore soprattutto tra i fotoamatori. Nello stesso anno, autorizza la ditta americana ANSCO a realizzare le sue fotocamere, per il mercato americano. L’operazione ha un buon successo, vengono prodotti anche alcuni modelli che portano entrambi i marchi come, ad esempio la AGFA-ANSCO Readyset Royal.

1930: Viene prodotta la prima fotocamera tipo Box per pellicola in rullo formato 120, dalla quale si ottengono fotogrammi di cm 6 x 9, e nel 1937 il primo modello per pellicola da 35 mm.

1936: Agfa ha introdotto ‘Agfacolor-Neu’, una vera e propria innovazione per il mondo della fotografia. Per la prima volta un unica pellicola, un’unica esposizione e processo di sviluppo unico bastava per far diventare la fotografia a colori.

1937: Esce l’ Agfa Isorette e successivamente l’ Jsolette. Il modello Agfa Isorette prodotta dal 1937 al 1938, riportò qualche problema di rullino così dal 1938 al 1942 venne prodotta la “jsolette” che fù un ottimo compromesso di qualità, modernità e costo. Grazie anche alla fama delle carte fotografiche AGFA, la “Jsolette” fù tra le macchine fotografiche più comprate in Germania, tanto che si diede l’ appellativo “Soldatenkamera “. La maggior parte delle foto scattate dai soldati teutonici dall’ inizio alla fine delle ostilità furono scattate con questa macchina fotografica.

1938: Agfa portò la sua carta fotografica a colori e una pellicola 16 millimetri a colore-amatoriale nel mercato. Agfa era molto più avanti della maggior parte della concorrenza. Questo tipo di pellicole furono utilizzate moltissimo nelle grandissime parate militari di Hitler e ,nonostante il costo della pellicola fosse ancora alto, molti ufficiali utilizzarono l’ Agfa color anche durante la guerra

1939:  escono i famosissimi modelli ” Agfa karat” e “Agfa Clipper”

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Agfa Jsolette 1939, per riconoscere un modello antecedente alla guerra, bisogna fare attenzione alla parte superiore. ovvero deve essere in Bachelite nera.

Voigtlander

La ditta fu fondata nel 1756 da Johann Christoph Voigtländer a Vienna e inizialmente si dedicò alla realizzazione di strumenti ottici, soprattutto per apparecchiature scientifiche e microscopi.

1840: La prima lente per macchina fotografica e la “voigtlander” è la prima a dedicarsi al nuovo genere d’industria costruendo una fotocamera per dagherrotipo.

1841: La voigtlander costruì il primo Dagherrotipo interamente in metallo. Poco dopo si occupò della produzione di macchine a lastra, pressoché artigianali.

1849: la sede si sposta a Braunschweig, in Germania. Inizia in quell’anno la produzione in serie di obiettivi di alta qualità, da lì a poco nasce la Voigtlander & Sohn.

1900 : viene lanciata la “Reise Kamera” (fotocamera da viaggio)

1929: esce Voigtlander Bessa (Prima fotoamera cche stava in “piedi” da sola tramite un apposita astina di ferro) e la Jubilar.

1932:  esce la Super b, costruita per rispondere agli analoghi modelli lanciati dalla Rolleiflex.

1937: esce la voigtlander brillant. La prima versione, del 1932, era più compatta e aveva il corpo in metallo ma nel 1937, con la versione V6 venne creata in bakelite, antenata dei moderni polimeri. Era una vera e propria reflex con la possibilità di cambiare i filtri. La qualità e la messa fuoco erano eccezionali e quindi non era appetibile per la maggior parte della popolazione.

1939:  esce la voigtlander vito, la prima fotocamera dell’ azienda con pellicola 35mm.

Nel 1956 fu comprata dalla Carl Zeiss Foundation che tra la fine degli anni ’60 e gli inizi del ’70 ne cambiò il nome in Zeiss Ikon Voigtlander. Intanto dopo il 1945 moltissimi modelli pre guerra furono copiati dai sovietici come ad esempio la” Lomo”.

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Voigtlander vito 1939, da notare il filtro di serie
foto: http://carmelastrolloblog.blogspot.com/

Gomz

Ditta Sovietica (Gosudarstvennyi Optiko-Mekhanicheskii Zavod) nata nel 1917 a Leningrado (ora San Pietro Burgo) poi diventata ” Lomo” fu una delle maggiori industrie fotografiche Sovietiche. La Gomz ricevette perfino l’ altissima onoroficenza Nazionale “Ordine di Lenin”.

Purtroppo di questa industria si conosce veramente poco, ma almeno qualche informazione l’ ho trovata.

Anni 30: Escono la Gomz Fotokor (ФОТОКОР) a lastre ( Destinata ai fotoreporter, per le sue caratteristiche leggere, portatili e facili da usare)

1934: Esce la turist (Турист) per la fascia di popolazione che non poteva permettersi le macchine fotografiche occidentali, costruita con materiali e ottiche molto discutibili.

1936: esce la Gomz Sport e contende alla tedesca Kine Exacta del 1936 il primato di prima fotocamera reflex nel formato 35 mm. Infatti il suo prototipo, chiamato Gelveta, fu realizzato da A. O. Gelgar fra il 1934 e il 1935. La messa a fuoco era su scala metrica, con blocco sull’infinito. Era dotata di un mirino reflex con lente d’ingrandimento (loupe) e di un secondo mirino di tipo galileiano. L’otturatore era di tipo verticale, composto da due tendine metalliche rigide sul piano focale. Il corpo era completamento di metallo. La produzione cessò a causa dei danni riportati allo stabilimento durante la Seconda guerra mondiale. 

1937: Esce la lilliput, un micro fotocamera per l’ epoca e nel 1939 per un brevissimo periodo la Maliutka.

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Gomz sport, forse la prima reflex 35mm al mondo
Foto: http://www.sovietcams.com

Bencini

Durante la grande guerra Antonio Bencini, che era un tecnico aeronautico, militava nel reparto rico­gnitori nel quale erano ovviamente impiegate mac­chine fotografiche. Quelle fotocamere erano di fabbricazione france­se per cui in caso di guasto dovevano essere inviate in Francia per la revisione; la spedi­zione all’estero comportava ritardicosì Antonio Bencini chiese ed ottenne dai superiori il permesso di lavorare direttamente alla riparazione dei guasti.

Bencini giunse a Milano verso la metà del 1930 aveva già maturato una solida esperienza di costruttore di apparecchi fotografici (durante la Grande Guerra era tecnico aeronautico nel reparto ricognitori e cominciò a riparare le macchine fotografiche, di fabbricazione francese, usate per i rilievi.) maturata poi alla F.I.A.M.M.A. di Firenze e poi a Torino nella F.i.l.m.a., aziende passate poi sotto il controllo della Ferrania. A Milano Bencini costituì una nuova società, la ICAF, e nel 1938 circa mise in commercio i primi apparecchi.

1938:  Esce la Roby, con una forma a box in metallo e pellicola formato 120, negativo di 6×9 cm.
Sempre lo stesso anno esce la Gabry, sempre a forma di  box in metallo ma con una pellicola  formato 127 e negativo di 4×6 cm. L’ ultima macchina fotografica uscita dalla Bencini prima della guerra è la Delta, questa ha la particolarità di essere più piccola e simile alla Agfa Jsolette con una pellicola formato 120 e negativo di 6×9 cm.  Con le leggi sulla italianizzazione di città,cognomi e modo di parlare venne imposto una italianizzazione anche dei nomi di queste macchine fotografiche e le “y” finali diventarono “i”.

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