La radio e il D-DAY


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L’annuncio dello sbarco alla resistenza francese, venne dato alle 21 del 1° giugno 1944 con una frase in codice trasmessa da Radio Londra. Utilizzando il nome della poesia “Chanson d’automne” di Paul Verlaine. Poeta francese, considerato dai suoi contemporanei il maestro della scuola simbolista. Verlaine esordì con i parnassiani Poèmes saturniens (1866).

Fasi del D-Day

Il primo verso, Les sanglots longs des violons de l’automne (“I lunghi singhiozzi dei violini d’autunno”), avvertì le varie cellule della resistenza di compiere azioni di sabotaggio. (stazioni, binari, ponti, incroci stradali, depositi di munizioni, cavi telefonici…) Facendo in modo di disorientare il nemico e allungare i tempi delle comunicazioni tedesche. Il messaggio in codice significava che l’invasione era imminente, e sarebbe stata confermata dal verso seguente della stessa poesia entro quarantotto ore dall’ inizio delle operazioni. 

Il giorno successivo la BBC anziché completare il verso, ripeté l’inizio della poesia. Infatti, nei primi tre giorni di giugno 1944, il tempo era stato particolarmente clemente, con giornate di sole e cielo limpido, l’ideale per le incursioni aeree di supporto.

Poi all’improvviso il 4 giugno 1944 il tempo si era ingrigito, con previsioni di ulteriore peggioramento per il 5 giugno 1944; erano infatti previsti temporali e mare molto agitato. (Intanto le truppe erano in mare da giorni con diffusissimi problemi di dissenteria e vomito oltre al problema che con una semplice ricognizione tedesca avrebbe potuto far saltare la segretezza dell’operazione).

Si cercò di ritardare il più possibile l’azione di sbarco, ma alla fine Eisenhower dovette ordinare il rinvio dell’invasione. Se le previsioni si fossero mantenute così oltre la sera del 5 giugno, lo sbarco sarebbe stato rinviato al prossimo periodo favorevole, cioè almeno al 19 giugno 1944. Non provocando l’alleggerimento necessario all’ armata Rossa per avanzare.

Alle 21:30 del 4 giugno Eisenhower e tutti gli alti ufficiali ricevettero notizie incoraggianti dal colonnello Stagg, il quale affermò che la situazione sarebbe presto migliorata e ci sarebbero state 36 ore di cielo sereno; i bombardieri avrebbero così potuto operare nella notte tra il 5 e il 6 giugno, seppur intralciati da nuvole sparse.

Il maresciallo Leigh-Mallory propose il 19 giugno come data ultima per Ovelord, ma Eisenhower, dopo una breve richiesta di pareri, si decise per intraprendere la grande operazione. Alle 21:45, diede l’ordine definitivo, autorizzando l’ammiraglio Ramsay a far uscire e schierare la flotta d’invasione.

Il secondo verso venne annunciato dalla BBC alle 22.15 del 5 giugno : …”blessent mon couer d’une langueur monotone ” (mi feriscono il cuore d’un monotono languore). Allertando così la resistenza che lo sbarco sarebbe avvenuto entro 24 ore. Fu dato così il via alle ultime operazioni di sabotaggio previste prima dello sbarco.

Film: Il giorno più lungo

Nel film “Il giorno più lungo” questo aspetto è reso molto bene cinematograficamente. Vengono filmati dei membri della resistenza e dei piloti abbattuti in una cantina normanna mentre ascoltano clandestinamente la radio. Ad un certo punto, tra i vari messaggi in codice, spunta “Feriscono il mio cuore con monotono languore” e si vedono i membri della resistenza impugnare armi ed esplosivi con il compito di tagliare le linee telefoniche.

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Scena del film “Il giorno più lungo” ove alcuni partigiani ascoltano clandestinamente la radio. Ad un certo punto sentono “Feriscono il mio cuore con monotono languore” e così dalle botti di Calvados estraggono armi ed esplosivi per compiere sabotaggi.
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